Privacy Policy A che età i bambini devono fare il primo controllo della vista dall’oculista? - Ottica Pascotto

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A che età i bambini devono fare il primo controllo della vista dall’oculista?

Se anche voi non siete sicuri di quale sia la risposta giusta, sappiate che, da un sondaggio*, solo l’11% dei genitori italiani sa che i bambini devono effettuare il primo esame della vista entro i 3 anni.

La ricerca ha evidenziato che la conoscenza dei disturbi visivi infantili da parte di mamma e papà dovrebbe essere approfondita.

Oltre il 10% dei genitori, ad esempio, pensa che il cosiddetto “occhio pigro” sia una malattia che si cura con il collirio, solo il 56% sa che è una vera e propria alterazione della visione che, se non curata, può causare un deficit visivo permanente.

O, ancora, il 14% degli intervistati è convinto che la miopia consista nel vedere bene da vicino e lontano ma male la sera, il 20% crede che i miopi vedano bene da lontano e male da vicino.

I pediatri di Paidòss e della Simpe (Società italiana di medici pediatri) hanno stilato un elenco di campanelli d’allarme che potrebbero segnalare la presenza di disturbi visivi e ai quali i genitori dovrebbero prestare attenzione.

E’ consigliato, quindi, recarsi dal pediatra o dall’oculista se il bimbo:
1- avvicina molto la testa al piano di lettura;
2- strizza le palpebre o ha gli occhi arrossati a causa di un continuo sfregamento
3- prova fastidio alla luce
4- la sua testa è sempre reclinata da un lato mentre legge o studia
5- nelle foto presenta un riflesso bianco dentro alla pupilla
6- ha gli occhi troppo grandi o troppo piccoli
7- ha una palpebra abbassata rispetto all’altra, l’iride irregolare nella forma o nel colore, o presenta scosse irregolari (nistagmo)
8- ha occhi non correttamente allineati o in asse
9- ha un occhio apparentemente “storto” (segno di strabismo)
10- strizza le palpebre per vedere meglio da lontano o si avvicina troppo per guardare la televisione/pc/tablet
11- ha le palpebre e le ciglia frequentemente ricoperte di secrezione.

“Si raccomanda inoltre” – consiglia Giuseppe Mele, presidente di Paidòss – “di sottoporre a maggiori controlli i bambini che hanno familiarità con patologie oculari importati, come genitori che hanno sofferto di strabismo o che sono affetti da maculopatie”.

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